Working spaces

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Ripensare, con un nuovo approccio, il modo di vivere l’ufficio è un’esigenza che l’epidemia ha fatto emergere con prepotenza.

Un’esigenza, però, capace di tramutarsi in opportunità, se sfruttata per una rilettura complessiva dell’ambiente di lavoro.

Se da un lato sempre più cruciale risulta la connessione tra il design più raffinato e le nuove tecnologie, dall’altro non può essere snaturata l’identità aziendale che, pur in modalità flessibile e nell’ottica di migliorare l’efficienza dei propri dipendenti, deve imporsi nella filosofia del progetto d’interior.

Proprio nell’ottica di rispondere a questo bisogno, Sposari Home ha totalmente rivoluzionato e riconsiderato i locali (distribuzione degli spazi interni, impiantistica, progetto illuminitecnico, riscaldamento, estetica serramenti, complementi, vetri divisori, porte e fornitura d’arredo), dell’azienda brianzola, operante nel campo dell’abbigliamento, di cui spieghiamo concept, realizzazione e intervento. 

L’idea alla base del progetto è caratterizzata dal continuo movimento fornito dalle diverse altezze.

Abbassamenti, dislivelli e sfondati curvi, dominano, infatti, tutta l’area dedicata agli uffici, allo scopo di regalare luce, energia e vitalità agli ambienti.

Per valorizzare i volumi, e incorniciare maggiormente l’area, s’è pensato di creare delle boiserie ottenute con doghette di legno (rovere sbiancato), prodotto in grado di conferire classe e calore agli spazi, ma anche strumento in grado di celare la presenza di armadi contenitivi, creando, di fatto, dei pannelli decorativi rivestiti.

La doga in legno, come anticipato, dona eleganza e rappresentanza all’ingresso aziendale, tuttavia, un identico tocco raffinato abbraccia anche l’interno di uno sfondato.

Alcune aree lavoro, adatte ovviamente a svolgere anche attività interconnesse, sono state separate in base alle esigenze presentate dalla committenza.

Infatti, per personalizzare gli uffici, in base ai ruoli ricoperti, sono state individuate delle pareti in vetro trasparente fumè satinato.

Queste “nicchie” di privacy si affacciano verso un’ampia isola open space, completa di scrivanie e postazioni d’appoggio a uso dei dipendenti.

Le armadiature e le scrivanie di serie sono state gestite utilizzando un laminato effetto tessuto.

Per accentuare i giochi di rimandi colore, si è giocato sia con i vetri laccati, sia con gli abbinamenti di bianco e grigio. 

Anche il progetto illuminotecnico risulta strettamente legato alla progettazione degli spazi. 

Per quanto riguarda i corpi illuminanti, rivestono un ruolo fondamentale nel concept le scenografiche lampade di Panzeri, “Zero Round”, in bronzo, collegate a faretti prodotti dalla stessa azienda.

Con l’obiettivo di diminuire sprechi e costi di manutenzione, l’efficienza dell’illuminazione è garantita da numerose barre led a 3000K.

Infine, una porta raso muro, verniciata in idropittura, introduce ai bagni aziendali.

All’interno, spicca immediatamente il contrasto visivo offerto dalle pareti rivestite in gres effetto marmo (identico a quello che corre a terra lungo tutta la superficie), e dai muri lavorati con rasanti spatolati decorativi di Greisan (effetto presente anche in alcuni sfondati a soffitto).

L’impronta più significativa, però, riguarda un’importante mensola monolitica in cartongesso (sempre rivestita in gres), che funge da base d’appoggio per i lavandini in ceramica bianca Ideal Standard, abbinati a rubinetterie prodotte da Paffoni.

I muri interni sono stati dipinti in smalto satinato lavabile sulle tonalità dei grigi, in nuance con le porte.

L’arredamento è opera di falegnameria artigianale (con specchiera su misura).

Servizio fotografico a cura di Michele Ranzani

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