«Una casa accogliente espressione della mia personalità»

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D: Nella sua abitazione sono raccolti molti oggetti vintage. Come nasce questa passione per gli stili del passato?

R: È nata come un naturale passaggio di testimone con i miei genitori. Sono cresciuto circondato da oggetti, colmi di fascino e ricordi, legati al passato e alla storia della mia famiglia.

D: Quali sono i preferiti?

R: Ho un interesse particolare per i pezzi legati all’illuminazione, soprattutto lampade e lampadari, degli anni ’50, ’60, ’70. Si tratta di un segno distintivo, molto mio, molto personale, che ho voluto affermare nella nuova casa.

D: Esiste un pezzo cui è più legato?

R: Sì. Tra le lampade, lampadari e abat-jour degli anni ’50, tutti provenienti dalla casa di mia nonna, scelgo senza dubbio una lampada di “Artemide”, firmata da Gae Aulenti, posizionata in camera da letto.

D: Una bella sfida, anche rivoluzionaria, quella di armonizzare il moderno con il passato? “Sposari Home” è stata in grado di raccoglierla?

R: Assolutamente sì. Avevo chiesto delle soluzioni capaci di regalare atmosfere “lounge” orientate ai locali jazz americani con luci basse e soffuse. Paola è stata davvero brava a miscelare stili tra loro così differenti.

D: Quindi, oltre a raccogliere la sfida, è stata in grado anche di capire le sue esigenze…

R: Una caratteristica che ho apprezzato subito della professionista. Non è da tutti saper cogliere immediatamente i desideri del cliente, contribuire con un consiglio alla scelta più idonea e, contemporaneamente, proporre nuove idee.

D: Il suggerimento che più l’ha colpita?

R: La parete in vetro che separa la cucina dal soggiorno. Sembra di vivere in un open space quando, invece, gli ambienti sono separati e distinti. Non da meno, però, la porta scorrevole del bagno, in vetro satinato color grigio, che regala luce anche al corridoio. Molto bella, d’impatto.

D: Parlando più in generale che tipo d’intervento è stato eseguito nell’appartamento? Un adeguamento dell’esistente oppure una vera e propria rivoluzione?

R: La casa è stata completamente stravolta. Sono stati abbattuti dei muri per ridisegnare gli spazi e rendere i locali più confortevoli. L’arredamento invece è stato solo in parte recuperato e arricchito con soluzioni nuove. 

D: Ritorniamo, quindi, alla necessità di amalgamare il moderno con altre epoche…

R: Un’aspirazione cui non potevo rinunciare. Per fare un esempio, ho sempre amato l’idea di coniugare una cucina moderna a un soggiorno dallo stile in contrasto. 
Nella zona living spiccano, infatti, un tavolo anni ’70 completamente ristrutturato e ridipinto e una libreria anni ‘50. Una “disarmonia”, cercata, voluta, che trova sfogo anche in bagno grazie all’intuizione di incorniciare lo specchio con piastrelle dal sapore arabeggiante. 

Posso confermarlo: vivo in una casa che viaggia a ritroso nel tempo. 

D: Quanto sono durati i lavori? Hai avuto problemi con le squadre di operai che si sono alternate nel cantiere?

R: Da aprile a luglio e non ho riscontrato nessun tipo di problema particolare. I tempi sono stati rispettati come da accordi stretti con l’architetto.

D: I suoi ospiti sono rimasti colpiti dal nuovo progetto d’arredo con cui è stata ridisegnata la sua casa?

R: Sinceramente? tutti. L’hanno trovata accogliente ma anche espressione della mia personalità. Insomma, obiettivo raggiunto.

D: Mentre qual era il suo stato d’animo al termine dei lavori?

R: Di totale appagamento. Ero davvero contento.

D: Tre aggettivi con cui definirebbe Paola Sposari.

R: Competente, determinata, empatica.

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