Studio progettazione d’interni

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Studo progettazione d’interni è una visionaria forma d’arte

Per tutti i concept, per ogni progettazione d’interni, l’approccio che ho con il “luogo”rappresenta il momento più importante. Sento come un obbligo irrinunciabile entrare immediatamente in empatia con l’ambiente che mi circonda. Voglio capirlo, farlo mio.

Intendo la progettazione d’interni come sviluppo armonico di luce, proporzioni e volumi

Che si tratti di un’abitazione di nuova costruzione, oppure, un semplice restyling d’interni, non fa nessuna differenza: l’intervento dello studio progettazione d’interni andrà a ripensare, innovare, migliorare, capovolgere, confondere quegli spazi. D’altra parte, penso alla casa sia come tempio della famiglia sia come dimora dell’individualità. In qualsiasi caso la immagino con una forte identità, accogliente, calda, capace di richiamare la personalità di chi la abita. Molto spesso, prima di abbozzare un disegno, rifletto sull’importanza della relazione esistente tra arte, cultura e bellezza. Una connessione che cerco di esprimere con sfumature sempre diverse durante la progettazione d’interni.

Studio progettazione d’interni

La continua evoluzione tecnologica del design e dei materiali garantisce, oggi, agli interior, infinite soluzioni d’arredo, un motivo in più per non rinunciare alla possibilità di essere visionaria. L’obiettivo, in fondo, è volto al desiderio di regalare un’anima a degli spazi vuoti, solo apparentemente indefiniti. Immaginare. Sempre. Non omologarsi. Evitare di farsi intrappolare dall’abitudine, dalla banalità. Rimuovere gli schemi scontati, infine, farsi ingabbiare dal prevedibile. Sono queste le “regole” che mi sono imposta in fase di progettazione, influenzata, probabilmente, dall’amore che nutro ancora oggi nei confronti di Etienne-Louis Boullée, architetto tra i più “sognatori” del diciottesimo secolo (“La vera architettura – sosteneva il genio francese – nasce dall’ispirazione”). Un’immagine, una foto, un quadro, una scultura, un film, i passaggi di un libro; tutto può essere impulso, suggestione e stimolo per dare corpo a un’idea. Tesi confermata dal concept di un living, che ho realizzato recentemente, liberamente tratto dalla scena finale di “2001: Odissea nello spazio”.

In conclusione, l’esigenza di raccontare una storia fa dell’architetto una sorta di regista e sceneggiatore laico, chiamato a plasmare, con il proprio cuore artistico, nuove realtà abitative filtrate attraverso l’uso armonico di luce, proporzioni e volumi.